La Teoria del Cervello Autistico. Il neurosviluppo Umano. di Antonio Parisi
Per comprendere l'autismo e sviluppare tecniche neuroriabilitative efficienti è necessario conoscere la fase sensori-motoria del neurosviluppo.
Le moderne neuroscienze sostengono che non possiamo conoscere la patogenesi dei disordini del neurosviuppo( autismo, paralisi cerebrale infantile, ADHD, Tourette, dislessia) senza avere una buona conoscenza su cosa sia un circuito sensori-motorio e sul cosa sia la sincronizzazione dei circuiti neuronali.
> leggi tutto
DISTURBI SENSORIALI NELL'AUTISMO
Il 95% degli autistici manifesta un'aberrante reattività agli stimoli senosriali e il 60,9% ha un'alterata sensbilità tattile e una reazione più bassa alla vibrazione e al dolore temico, questi, sono i dati riportati dalle più avanzate ricerche scientifiche ( I. Cosimetti, State of Mind, 2016).
Già negli anni 70 del secolo scorso, il dr Carl H. Delacato, aveva riportato nel suo libro "ALLA SCOPERTA DEL BAMBINO AUTISTICO" le possibili alterazioni del sistema somatosensoriale, specificando che queste potevano essere in
IPER: ingresso indiscriminato di stimoli
IPO: ingresso deficitario degli stimoli
RUMORE BIANCO: stimoli alterati in termini di qualità oltre che di quantità
Tutte le alterazioni sono dovute ad una disorganizzazione neurologica(danno funzionale), che interessa le vie discendenti inibitorie.
Gli effetti possono essere molto vari e vanno dal:
non sopportare le etichette degli indumenti;
non sopportare di essere coperti da lenzuola, coperte ecc;
non sopportare le scarpe e/o i calzini, camminando sulla punta dei piedi;
sudare molto la testa di notte;
difficoltà nella manipolazione;
difficoltà nell'accetare l'acqua sul viso;
poca percezione del dolore profondo( dovuto a pressione);
difficoltà nella masticazione;
difficoltà nel controllo sfinterico;
goffagine motoria nel tirare la palla;
autolesionismo
Questi sono solo alcuni esempi, ciò che preme sottolineare è che non va espresso un giudizio sul comportamento di un bambino autistico( iperattivo, chiuso, non empatico ecc.) ma andrebbe fatta un'osservazione in linea con l'evoluzione bio-funzionale dei centri nervosi che controllano gli inputs sensoriali.
Anna Lisa Buonomo, direttore Scientifico, Centro Studi Delacato
> leggi tutto